Molinaseca

Dal diario di Santiago.


La Cruz de Hierro stamattina ci ha dato il buongiorno.
Ai piedi della Cruz ho detto addio alla mia fotocamera e al mio ginocchio sinistro… nonostante tutto proseguiamo…


a metà strada non abbiamo quasi più acqua nelle borracce…la discesa è piena di sassi aguzzi e terreno friabile… ogni tanto ci sfreccia accanto qualche bici… sono pazzi!
C’è qualcuno che ha scelto di scendere dalla montagna correndo in bici come se stesse sull’asfalto più liscio… ricordo la coppia di ciclisti con cui abbiamo fatto colazione stamattina, chissà dove sono. Adesso invidio le loro super bici con annesso trasportino su ruote per il loro amatissimo cane! Sicuramente saranno già arrivati a destinazione seguendo la strada principale, quella d’asfalto, quella per le auto in corsa.
Siamo allo sfinimento… penso che il mio ginocchio non voglia più collaborare… nonostante il bastone che uso ormai da un paio di giorni, non riesco più a piegare la gamba. Mi fermo un attimo, piegata quasi in due e guardo le mie Nike…ocra…ma non erano bianche? Noto che la calza mi sta lasciando un segno sulla caviglia…non è l’abbronzatura… è terra…terra bruciata…la stessa che respiriamo da qualche giorno, la stessa che vedo sul fazzoletto quando mi soffio il naso.
Proseguiamo
Ormai a testa bassa feriti dalle spine dei bassi arbusti che scostiamo per camminare…
Non possiamo nemmeno alzare gli occhi verso l’orizzonte perché rischiamo di rotolare giù per la montagna.
Quasi all’improvviso facciamo un balzo,
l’ultimo
E, come per miracolo, atterriamo sull’asfalto…
Alziamo lo sguardo e tiriamo un sospiro di sollievo.
L’oasi nel deserto! Finalmente!
Molinaseca!


Un piccolo borgo verdeggiante attraversato da rivi di acque gelide! In quei canali immergiamo i nostri piedi doloranti!

Le casette del paese ci accolgono festose con i loro balconi di legno pieni di fiori rossi e i tetti bassi.
Finalmente riposiamo

Ho condiviso con voi questo angolo del mio diario segreto. Una tappa del Cammino di Santiago fatto con mio marito. Si, per questo uso il plurale. Eravamo liberi, in Spagna, senza un tetto sulla testa, senza una cucina, senza certezze.
Ci mancava l’Italia, il cibo, il dolce paesaggio italiano, le colline, il clima e la natura.
Adesso siamo in clausura con i nostri due figli. Chiusi in casa siamo ugualmente senza certezze… non sappiamo cosa ci riserverà il futuro ma sappiamo dove andremo non appena tutto questo sarà finito e i nostri figli potranno di nuovo viaggiare per il mondo!
Torneremo a Molinaseca! Torneremo a Santiago de Compostela!
Anche alla fine di questo deserto c’è un’oasi che ci aspetta.
Michela S.

Il Tempo

“Io ne ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire”.

È tutta una questione di tempo…questo virus ci ha ridato una cosa molto preziosa: il nostro tempo. Ci ha spiazzato..noi, piccoli umani, sempre all’inseguimento di qualcosa, del prossimo obiettivo, del prossimo step. Ora il mondo è fermo, siamo fermi in un infinito presente. Ora siamo fermi, fermi in un eterno presente. Hic et nunc.
Questo tempo ci insegna che ogni attimo è prezioso, che ogni vita è importante, ogni istante, ogni sorriso, ogni preghiera, ogni battito.
Questo Tempo ci invita a vivere tutto più intensamente perché il mondo che conosciamo potrebbe finire oggi stesso.
Questo Tempo ci insegna ad ascoltare ogni respiro nostro e dei nostri cari, a vivere ogni sguardo e a sentire ogni istante.
Questo Tempo ci insegna che la casa non è un dormitorio ma è il luogo della vita piena, della sicurezza e dell’accoglienza.
Questo Tempo ci insegna che la vita non è controllabile, quantificabile, misurabile…
Questo Tempo ci insegna che la vita non è nostra.
Questo Tempo ci insegna a vivere.

Frodo: vorrei che l’anello non fosse mai venuto da me. Vorrei che non fosse accaduto nulla.
Gandalf: Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere. Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso.

QUESTO È IL NOSTRO TEMPO

Blade Runner…film epocale è una riflessione sul TEMPO che ci resta, sul valore della vita e sul senso dell’esistenza…
Guardiamolo su Netflix!


Pizza corona

Fare la pizza è sempre una festa ed in genere segna l’arrivo del fine settimana!
Vi lascio la mia ricetta e qualche dritta che ho imparato con l’esperienza.

Precottura



L’impasto
1 chilo di farina 0
650 grammi di acqua tiepida
50 grammi di olio di oliva
20 grammi di sale
⅓ circa di un panetto di lievito di birra fresco
Semola rimacinata q.b.

La farcitura
3 barattoli di pomodori pelati che poi frullerete.
Origano (vero, di campo)
Sale (un pizzico)
4 fior di latte (ma io ne uso solo tre perché faccio anche delle pizze solo con pomodoro e parmigiano)
Parmigiano grattugiato q.b. (in genere 50 grammi basta)
Olio d’oliva per condire la pizza prima della cottura o dopo.

In una ciotola capiente sciogliete il lievito nell’acqua e aggiungete l’olio.
Aggiungete poco alla volta ⅓ della farina, poi il sale e la restante farina.
Ammassate il tutto energicamente, mettete l’impasto in una ciotola, incidete una croce (servirà per fare lievitare meglio l’impasto), coprite con una pellicola e con un canovaccio e mettete il tutto in frigo.
L’impasto deve lievitare per una notte in frigo sul ripiano meno freddo. Il giorno dopo deve lievitare fuori dal frigo dalla mattina fino a quando preparerete le vostre pizze.
L’ideale è stendere le pizze con le mani aiutandovi con la semola rimacinata, metterle in teglia e lasciarle lievitare per almeno mezz’ora prima di farcirle e cuocerle.
Infornate a 200 gradi per 15 minuti usando il forno statico.

Margherita, Radicchio e speck


CONSIGLI
LA FARINA
Usate una farina che regge le lunghe lievitazioni cioè una farina di tipo 1 o 0. Potete anche mischiarle oppure usare una delle due e una parte di semola rimacinata.
L’ACQUA
In inverno o nelle giornate di pioggia diminuite la quantità di acqua.
IL LIEVITO
Less Is more… cioè usatene sempre pochissimo! La pizza risulterà leggera e morbida!
LA TEGLIA
Che sia tonda, quadrata o rettangolare va oliata! NO CARTA FORNO! La dieta la iniziamo lunedì!

Tempo

Oggi l’Italia rallenta, il produttivo e fiorente Nord deve rallentare per via di un Virus poco conosciuto. Il mondo è costretto a rallentare, si ridisegnano confini e nuove discriminazioni.
Nessuno stato è immune al Coronavirus: perfetto esempio di democratica globalizzazione.
Molte persone, molti italiani sono in quarantena: niente lavoro, niente viaggi, niente uscite, solo un eterno ed insostenibile presente. È quello che ci resta, è tutto quello che ci resta: questo tempo.
È questo il tempo in cui noi siamo chiamati a vivere.
Sta a noi decidere come usarlo.

Passengers è un film del 2016 diretto da Morten Tyldum con protagonisti Jennifer Lawrence e Chris Pratt.

Consiglio la visione di “Passengers”
Un’astronave viaggia verso una colonia spaziale con a bordo migliaia di persone in stato di ibernazione. A causa di un malfunzionamento, due passeggeri si risvegliano 90 anni prima dell’arrivo, restando così intrappolati senza via di fuga.
La sfida e l’augurio è fiorire sempre e comunque.

Laviamoci le mani…

27.2.2020 Laviamoci le mani

Siamo passati dall’interrogativo natalizio “nel dubbio mangio” a “nel dubbio mi lavo le mani”…sono giorni che ci spiattellano in prima pagina il numero dei morti e quello dei contagiati… l’Italia ha un triste primato in Europa: siamo i primi per contagio e diffusione del Coronavirus…
I morti aumentano…i contagi pure… isolano alcune zone del Nord, le definiscono zone rosse ..inizia la quarantena….
E che fanno gli italiani quando sono in ansia?

Renato Guttuso, Vucciria 1974


Facciamo tutti la spesa! Si, non ci credo che nessun di voi non abbia acquistato almeno un pacchettino di pasta in più… perché? Non si sa mai… ora la mia è ancora una zona bianca… le scuole sono aperte e il Nord mi pare lontano ma non si sa mai…
Io sto provvedendo a me e alla mia famiglia. Ho acquistato persino dei pannolini lavabili per i miei figli… coronavirus o meno avrò assunto una buona abitudine!
Adesso in TV dicono che è necessario abbassare i toni, al numero dei morti e dei malati aggiungono anche quello dei guariti: sempre i tre dello Spallanzani. Dicono di continuare a vivere la vita di sempre, dicono di attenersi alle regole del Ministero della Salute, dicono di non farsi prendere dal panico, dicono persino che entro due mesi FORSE saremo fuori da tutta questa brutta storia…
Intanto io penso ai miei figli e al loro futuro… non bastava l’intelligenza autodistruttiva dell’uomo bianco, non bastava la fame nel mondo, il cancro, l’AIDS, il surriscaldamento globale e l’inquinamento… adesso c’è pure questo virus e più ci penso e più la mia amigdala va in tilt… ho visto troppi film di fantascienza, letto troppi romanzi di King… mentre il mondo va a rotoli ci dicono, con il volto sornione e rassicurante di Amadeus, di lavarci le mani…